lunedì 20 aprile 2020

Orazi

Orazi

Secondo la leggenda, resa celebre dalla tragedia di Corneille (Horace), per porre fi­ne alla guerra fra Alba e Roma, dove regnava Tullio Ostilio,
vennero scelti tre combattenti per parte, perché sì affrontas­sero: dal risultato ditale sfida sarebbe dipesa la sorte delle due città, I tre Orazi rappresen­tavano Roma, i tre Curiazi, Al­ba. Noto lo svolgimento del combattimento: due Orazi ven­nero uccisi sin dall’inizio ma l’ultimo, unendo l’astuzia alla forza, riuscì a eliminare uno alla volta i tre Curiazi, Quest’affron­to con le armi ebbe come conseguenza un dramma familiare: la sorella di Orazio, fidanzata ad uno dei Curiazi, rimproverò al fratello l’”omicidio”. Orazio, non potendo sopportare l’affronto, l’ uccise. Condannato a morte dal re, fece appello al popolo il quale, sensibile alla sua gloria e alle conseguenze politiche della sua vittoria, lo assolse. Dal punto di vista giuri­dico, è il primo esempio di pro­vocatio ad populum, che sa­rebbe stata una delle basi del diritto civile romano. Probabile che si tratti, del resto, di un’an­ticipazione.
La leggenda traspone la caduta e la distruzione di Alba da parte di alcune popolazioni della lega albana che trovavano troppo pesante l’egemonia della città: fra queste popolazioni giocaro­no un ruolo preponderante gli abitanti del Germalo, del Celio e della Velia, che facevano par­te della lega del Settimonzio. Roma dunque contribuì alla ca­duta di Alba, ma non fu sola a decidere. La dissoluzione della Lega albana è in rapporto con la formazione della lega septimontium.

La leggenda degli Orazi prese questa forma senz’altro perché la tribù Horatia, nome di una gens patrizia, comprendeva sul proprio territorio il sito di Alba stessa.