giovedì 16 aprile 2020

Oculista - ocularii, medici ab oculis

Oculista - ocularii, medici ab oculis

Pare che gli oculisti fos­sero numerosi e competenti, come dimostrano gli interventi che praticavano, tra cui la cata­ratta e l’esoftalmo. Come medi­cine usavano colliri a base di sostanze vegetali (mirra, zaffe­rano) o minerali, in forma liqui­da o più spesso solida (baston­cini, tavolette). Possedevano timbri (signa oculariorum) che permettevano loro d’indicare sui prodotti il loro nome, quello del collirio e le istruzioni per l’u­so, come questa ‘etichetta”:
collyrium C. Tittii amimetum ad suppurationes (collirio di C. Tu­tius inimitabile contro le suppu­razioni). I Romani ignoravano l’uso delle lenti correttive, ma qualche tentativo fu probabil­mente compiuto, se è in tal sen­so che dobbiamo interpretare l’abitudine di Nerone, che era miope, di servirsi di uno smeral­do concavo per osservare i combattimenti dell’anfiteatro . Ma non abbiamo nessuna cer­tezza in proposito.