martedì 18 giugno 2013
domenica 16 giugno 2013
Giuturna, Iuturna
Giuturna, Iuturna , ninfa delle fonti, presso i Romani; in suo onore si celebrava l’11 gennaio una festa detta Giuturnali. Si diceva che fosse sorella di Saturno, e amata da Giove, che le avrebbe concesso l’immortalità e la signoria delle acque. Da lei e da Giano nacque Fonto, dio delle fonti.
Fonte, che nasceva presso il monte Albano, tra Ardea e Laurento, ed era sacra alla ninfa Giuturna; si credeva che la sua acqua fosse datrice di salute.
Fonte, che nasceva presso il monte Albano, tra Ardea e Laurento, ed era sacra alla ninfa Giuturna; si credeva che la sua acqua fosse datrice di salute.
venerdì 14 giugno 2013
Archeologia: ecco il collirio "di Plinio", ha 2. 000 anni
(AGI) - Firenze, 7 giu. - Un composto di zinco, cera d'api, grassi animali e vegetali, resine e amido, in pastiglie, risalente a 2.200 anni fa. Si tratta di un collirio, verosimilmente il piu' antico al mondo, ritrovato, assieme ad altri 130 flaconi di legno all'interno di una sorta di valigetta di pronto soccorso, nel relitto di una nave romana risalente al II secolo a.C. affondata nel Golfo di Baratti, nei pressi del porto di Piombino. Alla scoperta, unica in Italia, e secondo caso al mondo in cui e' stato possibile caratterizzare un farmaco tanto antico, sara' dedicata una giornata di studi il 12 giugno prossimo in Palazzo Vecchio, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, la cui organizzazione e' stata presentata a Firenze.
Il contenuto della cassetta del medico, che viaggiava sulla nave affondata e ritrovata nel cosiddetto relitto del Pozzino, sara' esposto nel Salone dei Dugento di Palazzo Vecchio.
Nonostante i 2.200 anni anni, le prime analisi fatte dall'Universita' di Pisa e pubblicate lo scorso gennaio sul composto in forme circolari (in greco 'kolluria' significava 'piccoli panetti rotondi'), ritrovato in una pisside di stagno mantenutasi sigillata attraverso i secoli, hanno accertato le buone condizioni del farmaco. Anche Plinio il Vecchio, nell'opera 'Naturalis Historia', descriveva un rimedio medico con base di zinco, utilizzabile per alleviare fastidi e dolori agli occhi. Ecco che il collirio ritrovato e' stato ribattezzato 'il collirio di Plinio'. "Spesso si fa l'errore di considerare come beni da tutelare - ha affermato Andrea Pessina, Soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana - soltanto le anfore, gli oggetti di uso comune e altri reperti di facile identificazione, mentre questa ricerca dimostra invece che c'e' molto di piu'. Grazie ad analisi come questa e' possibile infatti ampliare lo spettro dei beni da tutelare - ha concluso Pessina - ed aprire una finestra su altri aspetti e altri campi, finora meno esplorati". (AGI) .
Il contenuto della cassetta del medico, che viaggiava sulla nave affondata e ritrovata nel cosiddetto relitto del Pozzino, sara' esposto nel Salone dei Dugento di Palazzo Vecchio.
Nonostante i 2.200 anni anni, le prime analisi fatte dall'Universita' di Pisa e pubblicate lo scorso gennaio sul composto in forme circolari (in greco 'kolluria' significava 'piccoli panetti rotondi'), ritrovato in una pisside di stagno mantenutasi sigillata attraverso i secoli, hanno accertato le buone condizioni del farmaco. Anche Plinio il Vecchio, nell'opera 'Naturalis Historia', descriveva un rimedio medico con base di zinco, utilizzabile per alleviare fastidi e dolori agli occhi. Ecco che il collirio ritrovato e' stato ribattezzato 'il collirio di Plinio'. "Spesso si fa l'errore di considerare come beni da tutelare - ha affermato Andrea Pessina, Soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana - soltanto le anfore, gli oggetti di uso comune e altri reperti di facile identificazione, mentre questa ricerca dimostra invece che c'e' molto di piu'. Grazie ad analisi come questa e' possibile infatti ampliare lo spettro dei beni da tutelare - ha concluso Pessina - ed aprire una finestra su altri aspetti e altri campi, finora meno esplorati". (AGI) .
Storia: i romani scoprirono l'America? nuovi indizi in un libro
articolo completo al seguente link:
Storia: i romani scoprirono l'America? nuovi indizi in un libro:
Sone emerse nuove prove archeologiche e scientifiche che confermano che, ben prima di Cristoforo Colombo, i Romani avessero attraversato l'oceano Atlantico ed avessero raggiunto l'America. Queste nuove scoperte sono raccolte nella terza edizione di 'Quando i Romani andavano in America' - conoscenze scientifiche e scoperte geografiche degli antichi navigatori - (Palombi Editore) scritto dal giornalista e divulgatore scientifico Elio Cadelo e ampliano le ipotesi gia' formulate nella prima edizione del libro. Sono state aggiunte nuove prove che confermano che i Romani erano a conoscenza che al di la' dell'oceano ci fosse un continente e che la navigazione ebbe per Roma Antica un ruolo fondamentale.
(...)
Storia: i romani scoprirono l'America? nuovi indizi in un libro:
Sone emerse nuove prove archeologiche e scientifiche che confermano che, ben prima di Cristoforo Colombo, i Romani avessero attraversato l'oceano Atlantico ed avessero raggiunto l'America. Queste nuove scoperte sono raccolte nella terza edizione di 'Quando i Romani andavano in America' - conoscenze scientifiche e scoperte geografiche degli antichi navigatori - (Palombi Editore) scritto dal giornalista e divulgatore scientifico Elio Cadelo e ampliano le ipotesi gia' formulate nella prima edizione del libro. Sono state aggiunte nuove prove che confermano che i Romani erano a conoscenza che al di la' dell'oceano ci fosse un continente e che la navigazione ebbe per Roma Antica un ruolo fondamentale.
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lunedì 10 giugno 2013
La cité perdue d'Aphrodite
Aphrodisias, une petite cité antique aux confins de l'Empire Romain (Turquie). Autrefois célèbre pour sa beauté remarquable et ses statues d'un réalisme saisissant, elle est progressivement tombée dans l'oubli. Son état de conservation n'a pourtant rien à envier au site de Pompéi. Pendant des siècles, le temple d'Aphrodite accueille des pèlerins de tous horizons. Parmi eux, Jules César venu chercher la protection de la déesse de l'amour avant de s'emparer du pouvoir à Rome. Aphrodisias est mise à rude épreuve lors des guerres civiles qui secouent Rome au 1er siècle av. J.C. Elle sera sauvée par un esclave affranchi qui concevra la ville telle que nous la connaissons aujourd'hui. Les auteurs du reportage ci-dessous se sont appuyés sur de récentes découvertes archéologiques pour recréer les édifices les plus marquants de ce site longtemps oublié. Ses templs, ses monuments publics, ses lieux de loisirs et le tombeau de son fondateur... Ils ont redonné vie à cette cité romaine telle qu'elle était à son apogée, de l'architecture de son sanctuaire le plus sacré aux violents spectacles donnés pour divertir ses habitants.
Afrodisia, una piccola città antica ai confini dell'impero romano (Turchia). Una volta famosa per la sua straordinaria bellezza e statue di realismo, si è gradualmente caduta nel dimenticatoio. Il suo stato di conservazione non ha nulla da invidiare a Pompei. Per secoli, il tempio di Afrodite accoglie i pellegrini provenienti da ogni settore. Tra di loro, Giulio Cesare è venuto a cercare la protezione della dea dell'amore prima di prendere il potere a Roma. Afrodisia è messa alla prova durante le guerre civili che hanno scosso Roma nel 1 ° secolo aC.
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