martedì 15 febbraio 2011

Giro: nel 2011 riapriremo lo Stadio Palatino

Giro: nel 2011 riapriremo lo Stadio Palatino
Corriere della Sera – Roma 3/1/2011

Interventi anche per la Casa delle Vestali e il Lapis Niger ai Fori

Torna ai romani (e ai turisti) lo Stadio Palatino di Domiziano, ultima parte del complesso architettonico del palazzo imperiale. Sarà aperto in primavera, lo annuncia il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro: «E' sul Palatino, con un'arena lunga 16o metri e larga 48, uno scenario spettacolare presto finalmente visitatile. Il 2010 è stato eccezionale per l'archeologia di Roma: l'apertura del terzo anello del Colosseo, degli Ipogei, del tempio di Venere e Roma e della Villa dei Quintili all'Appia antica. Anche il 2011 sarà da ricordare, con l'inaugurazione della Casa delle vestali e la valorizzazione del Lapis Niger». La Casa delle Vestali era il centro della vita religiosa di Roma, sede del collegio sacerdotale delle Vestali, nel Foro Romano. Era alle spalle della Regia e creava un unicum con il Tempio di Vesta «Aprirà a metà mese - spiega Giro - e ci consentirà di rendere pubbliche le ultime scoperte sull'esatta collocazione e organizzazione della Casa delle Vestali in età regia, con Andrea Carandini, grande archeologo "regista" degli scavi nell'area. Se la Casa delle Vestali era il centro della vita religiosa, il Lapis Niger lo era di quella pubblica, dove il popolo si riuniva in assemblea fin dal VII-VI secolo. Con un cantiere aperto da circa un anno e visibile al pubblico, ne valorizzeremo l'area, di fronte alla curia del senato, nel cuore del Foro». Altri due progetti per il 2011: la valorizzazione degli scavi dell'antica Gabii sulla Prenestina e l'apertura dell'anfiteatro del tempio di Ercole Vincitore a Tivoli. Gabii, da piccola Roma» ha probabilmente ospitato i Tarquini, i re etruschi di Roma. «Il tempio di Ercole a Tivoli è un complesso imponente che ricostruiremo anche virtualmente con fasci di luce. Sono progetti di forte impatto, che condivideremo con la Regione».

lunedì 14 febbraio 2011

Crolla l'acquedotto romano

Crolla l'acquedotto romano
Ant. Sbr.
Tempo - Roma 5/2/2011

Evacuate tredici famiglie a Tivoli

Entro domani sarà ripristinata la sicurezza, promette l'assessorato regionale all'Ambiente. Ma il crollo del blocco di circa 150 metri cubi, staccatosi dall'antico acquedotto romano di Tivoli e caduto su una rupe, riaccende le polemiche su quello che Legambiente definisce «il degrado del patrimonio archeologico e artistico tiburtino». Sono tredici le famiglie fitte evacuare dalle abitazioni a ridosso dell'acquedotto. Era già accaduto nel giugno del 2008. Quel «tratto di acquedotto, che versava in gravi condizioni, ha visto circa due anni e mezzo fa l'apertura di un cantiere di consolidamento nel. quale dall'estate scorsa non lavora più nessuno», denuncia Gianni Innocenti, presi-dente del circolo Legambiente di Tivoli.

domenica 13 febbraio 2011

Navi antiche, via alla creazione del comitato

Navi antiche, via alla creazione del comitato
IL TIRRENO - 8 FEBBRAIO 2011 - Pisa

Mentre si dovrebbe conoscere oggi la data della consegna al ministro Bondi dell’appello da parte del sindaco


Filippeschi ha cominciato a contattare le persone più rappresentative che hanno firmato

PISA. Si saprà forse oggi quando il sindaco Marco Filippeschi incontrerà il ministro Bondi per consegnarli le 2.675 firme raccolte dal Tirreno per salvare le antiche navi di Pisa. Se non giungerà comunque una risposta in tempi stretti, il sindaco si attiverà lo stesso per andare a Roma a consegnare il plico al Ministero dei Beni Culturali.
Intanto Filippeschi ha cominciato a contattare le persone più rappresentative che hanno firmato l’appello, con l’obiettivo di costituire un comitato che prosegua la campagna di sensibilizzazione verso i palazzi della politica.
Come noto, nell’appello lanciato insieme agli Amici dei Musei si chiede l’inserimento del sistema sito-museale delle “Navi antiche di Pisa” nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità stilata dall’Unesco.
La petizione ha sicuramente contribuito a riaccendere i riflettori su una scoperta storica eccezionale che in questi 12 anni ha registrato visitatori illustri, ma pochi impegni concreti. «Non è un caso - ha ribadito Mauro Del Corso, presidente dell’associazione Amici dei Musei - che il sito pisano è stato definito una Pompei del mare per la sua unicità. Ma se Pompei e le sue vicissitudini hanno un palcoscenico mondiale, Pisa è rimasta nel dimenticatoio. Per questo vogliamo che sia inserita nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità (come piazza dei Miracoli) per avere non solo un riconoscimento formale ma anche un impegno concreto per la gestione».
La raccolta delle firme è solo il primo passo per ottenere un intervento del governo. «Noi - ha detto il sindaco - abbiamo fatto la nostra parte, adesso la buona volontà e le parole non bastano più».

sabato 12 febbraio 2011

Il Tempio di Ercole a Tivoli sarà «ricostruito» con la luce

Il Tempio di Ercole a Tivoli sarà «ricostruito» con la luce
L’eco di Bergamo 2/1/2011

«Anche il 2011 sarà un anno importante per l'archeologia romana con due eventi di enorme interesse storico e culturale: l'inaugurazione della Casa delle vestali e la valorizzazione del Lapis Niger». Sono parole di Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali, ricordando che il 2010 è stato «un anno eccezionale per l'archeologia romana con l'apertura del terzo anello del Colosseo, degli Ipogei, del tempio di Venere e Roma e della Villa imperiale dei Quintili all'Appia antica». «La Casa delle Vestali - spiega Giro - era il centro della vita religiosa di Roma, sede del collegio sacerdotale delle Vestali della Roma antica, nel Foro Romano. Era collocata alle spalle della Regia e componeva un unicum con il Tempio di Vesta, in un complesso chiamato Atrium Vestae. L'inaugurazione è prevista per metà gennaio e ci consentirà di rendere pubbliche le ultime scoperte sulla esatta collocazione e organizzazione della Casa delle Vestali in età regia con Andrea Carandini, archeologo di fama internazionale e protagonista degli scavi in questa area». Il cuore della Roma pubblica Il Lapis Niger, aggiunge, «è il cuore della Roma pubblica dove il popolo si riuniva in assemblea fin dall'età regia, VII-VI secolo. Con un cantiere aperto e visibile al pubblico, già operativo da circa un anno noi valorizzeremo questa area del comizio, posta di fronte alla curia del senato, nel cuore del Foro romano. Altri due progetti caratterizzeranno il 2011 e guarderanno all'archeologia del Lazio. La valorizzazione degli scavi dell'antica città di Gabii sulla via Prenestina e l'apertura dell'anfiteatro del tempio di Ercole Vincitore a Tivoli. Gabii era definita la piccola Roma e molto probabilmente ha ospitato i Tarquini, la stirpe etrusca dei Re di Roma. In tal senso si spiegherebbe la scoperta recentissima di una Regia simile a quella del Foro. Il tempio di Ercole vincitore a Tivoli - sottolinea ancora Giro - è un complesso imponente che ricostruiremo anche virtualmente attraverso fasci di luce».

venerdì 11 febbraio 2011

Altri reperti a Porta Giulia

Altri reperti a Porta Giulia
09/02/2011 IL CORRIERE ADRIATICO

Lunedì circolazione vietata nel tratto di via Mura Augustee

Fano Con una ordinanza il Comando di Polizia municipale ha istituito ieri il divieto di transito in un tratto di via Mura Augustee, per permettere la realizzazione dei lavori inerenti il completamento della rotatoria all'intersezione tra le vie Nazario Sauro, Giulio Cesare, Bruno Buozzi e Primo Maggio, interessanti anche largo di Porta Giulia.

Nella giornata di lunedì infatti, la ditta esecutrice dei lavori, ha chiesto di ampliare tale divieto per tutte le 24 ore del giorno fino al 16 febbraio prossimo a seguito del ritrovamento di nuovi reperti archeologici. Si tratta di nuove testimonianze dell’antico aspetto di Porta Giulia, incastonata com’era tra due torrioni romani, uno dei quali è stato riportato alla luce a livello di fondamenta; testimonianze che, tuttavia, verranno ricoperte, salvo quelle già in procinto di essere valorizzate dall’intervento in atto, come è stato concordato tra la Soprintendenza ai Beni archeologici e il Comune di Fano. Ciò dimostra la straordinaria ricchezza di testimonianze storiche di questa parte di città, dove ai reperti romani si sommano quelli risalenti all’epoca medioevale e rinascimentale.

Tornando alla viabilità: in via Mura Augustee da via della Fortezza al largo di Porta Maggiore è stato posto un divieto di sosta in ambo i lati della carreggiata e nelle fasce di pertinenza laterali, con rimozione del veicolo in sosta abusiva. Il doppio senso di marcia è stato regolato a senso unico alternato con diritto di precedenza per i veicoli aventi direzione monte-mare; è stato quindi decretato l’obbligo di fermarsi e dare la precedenza ai veicoli in transito in via della Fortezza e l’obbligo di svolta a destra nell'immettersi nella stessa via.

giovedì 10 febbraio 2011

Nuovi rinvenimenti sulla via Agnagnina

Nuovi rinvenimenti sulla via Agnagnina
09/02/2011 IL MATTINO

Da diciassette secoli anni erano lì sotto, in una vasca di un’antica villa romana. E ieri, durante un’operazione di scavi archeologici, l’eccezionale ritrovamento: sei sculture di marmo del III secolo d.C. provenienti da quella che era forse la villa di un funzionario di alto rango di epoca imperiale sono state ritrovate ieri mattina a Roma. Il ritrovamento è stato fatto nel corso delle indagini archeologiche preliminari alla realizzazione del Piano di Zona Edilizio «Anagnina 1», nel X Municipio della capitale. «Una scoperta - ha commentato il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro - che promette di gettare nuova luce sugli insediamenti di età imperiale del Suburbio». Ma di cosa si tratta? Gli archeologi, guidati da Roberto Egidi, hanno trovato all'interno di una vasca di pertinenza della villa romana, un busto con ritratto e due teste di personaggi maschili della famiglia imperiale dei Severi; un ritratto femminile della stessa famiglia dei Severi; un ritratto di bimba coevo; una statua probabilmente di Zeus raffigurato nudo e a grandezza naturale. Tra i recuperi anche un'Erma arcaizzante a grandezza maggiore del vero. Tutti i pezzi ritrovati andranno ad arricchire il patrimonio del Museo Nazionale Romano e saranno conservati nelle Terme di Diocleziano, dove verranno immediatamente avviati i primi interventi conservativi. Un ritrovamento, fanno notare dal ministero, che «per quantità, caratteri tecnico-stilistici e qualità dei materiali costituisce senza dubbio una fra le più importanti scoperte verificatesi in questi ultimi tempi nel suburbio della capitale». Visto l'attuale stato delle ricerche, è difficile al momento, sottolineano i tecnici, stabilire «l'originaria collocazione e destinazione delle sculture, solo in via ipotetica ricollegabili al complesso residenziale che le accoglie e che manifesta successive fasi edilizie delle quali la più recente databile nel III secolo d.C.». La presenza di ritratti ascrivibili, ad un primo esame, a membri della dinastia dei Severi, aggiungono, «farebbe pensare che l'ultimo proprietario della villa potrebbe essere stato un funzionario di alto rango legato alla famiglia imperiale». L'esistenza di un mausoleo di epoca tardo-imperiale adiacente l'impianto rafforza tale ipotesi stante la consuetudine, frequentemente documentata a partire dal II-III secolo d.C., di seppellire il proprietario accanto alla sua dimora. au.ro.

mercoledì 9 febbraio 2011

I fasti di Roma antica all´Agnanina dalla terra affiorano Zeus e 5 statue

I fasti di Roma antica all´Agnanina dalla terra affiorano Zeus e 5 statue
CARLO ALBERTO BUCCI
MERCOLEDÌ, 09 FEBBRAIO 2011 la REPUBBLICA- Roma

Il ritrovamento ieri in un´area a verde: gli scavi finanziati da un gruppo di imprenditori


Il miracolo lungo la via Anagnina ha preso forma in un meraviglioso Zeus dal corpo apollineo e in altre cinque sorprendenti teste imperiali del III secolo dopo Cristo. Sculture perfettamente conservate a poche zolle di terra sotto il piano verde della campagna romana. E già bellissime alla luce del tramonto - appoggiate sul prato prima di venire avvolte nella stoffa e portare ai restauratori - anche se ancora piene di terra negli occhi e fango tra i capelli. Ma sa di miracoloso anche il fatto che gli archeologi – in tempi di tagli draconiani alla cultura – siano arrivati allo straordinario ritrovamento di ieri mattina grazie ai soldi (circa 100mila euro) che un gruppo di imprenditori ha messo a disposizione per far scavare la villa romana venuta alla luce lo scorso giugno in una zona destinata a verde pubblico dopo aver ricevuto l´ok dai funzionari della Soprintendenza per la realizzazione del cantiere.
Sotto attacco del sindaco Alemanno, che non vorrebbe vincoli tra i piedi quando si tratta di opere come il campo nomadi della Barbuta o i cantieri della metropolitana, gli studiosi di antichità romane dello Stato hanno messo a segno un nuovo, importante ritrovamento: una lussuosa dimora di campagna che ha inaspettatamente celato fino a ieri sei sculture nascoste in una vasca.
"Stavamo levando la terra quando è spuntata una nuca bianca: era l´acconciatura di una matrona romana. L´abbiamo pulita e tolta dalla buca, ma ecco che accanto è apparsa la testina di un bambino, e poi come d´incanto anche le due teste degli imperatori, fino all´erma e allo Zeus" racconta ancora emozionata l´archeologa Magda Fossati che con Davide Pellandra sta portando avanti gli scavi per conto della Soprintendenza speciale di Roma guidata da Anna Maria Moretti. "Ho ancora la pelle d´oca: così tante, tutte insieme, e poi è come se chi le ha nascoste avesse fatto in modo che arrivassero fino a noi senza incidenti" aggiunge Daniela Spadoni, assistente tecnico della Soprintendenza. Infatti, i volti non sono stati gettati alla rinfusa, faccia a terra; e tra un marmo e l´altro c´era come un´imbottitura di tufo a proteggere le statue che presentano tracce di scalpellature precedenti al seppellimento.
La villa suburbana è stata spogliata dei suoi marmi più pregiati, delle colonne e dei rivestimenti. Ma sotto il piano del prato da pascolo si è conservato il perimetro di questa principesca dimora di campagna: e lo scavo – che per essere terminato ha bisogno di altri finanziamenti, prima di coprire di nuovo tutto dopo aver schedato e fotografato i resti – permette di vedere "in sezione" i pavimenti con mosaici di prima età imperiale e, sopra, i tappeti musivi successivi.
Gli scavi devono essere ultimati e le analisi scientifiche sono appena iniziate: la storia di questo edificio della Roma imperiale va ancora studiata e capita appieno. Rimane il giallo del perché qualcuno seppellì in una vasca al centro dell´atrio il tesoro di marmo della famiglia. E rimane la bellezze delle sculture, pezzi di una galleria di statue che comprende anche un bassorilievo e una testa virile rinvenuti nei mesi scorsi.