martedì 23 giugno 2020

Giulio Cesare


Giulio Cesare

Cesare, nato nel 102 a.C. da una antica e nobile famiglia, che per parte di madre si faceva risalire al re Anco Marzio, per parte di padre alla dea Venere, fu protagonista di un difficile periodo della storia di Roma, segnato dalla fine della repubblica. Costretto a lasciare Roma per le proscrizioni sillane, vi ritornò alla morte di Silla e continuò la carriera politica, candidandosi per il consolato del 59 a.C. Eletto grazie all'appoggio di Pompeo e Crasso, con cui nel 60 aveva stipulato un accordo di reciproco aiuto (il così detto primo triumvirato), varò alcune leggi a favore degli interessi di Pompeo e di Crasso, e si fece dare il proconsolato su Gallia Cisalpina, Transalpina e Illirico per cinque anni. Ciò gli consentì di procedere alla conquista del resto della Gallia, impresa che lo impegnò dal 58 al 51. Questa campagna militare gli fruttò fama, gloria, ma soprattutto un esercito fedele, strumento per costruirsi un potere personale. Con il precipitare della situazione politica a Roma, fu ben chiaro che sia Cesare sia Pompeo aspiravano al potere assoluto. Quando Cesare varcò il Rubicone (49 a.C.) e marciò con il suo esercito su Roma, scoppiò una nuova guerra civile: fu Cesare a uscirne vincitore. Nel 47 a.C. riprese le operazioni militari con una campagna contro Farnace re del Ponto e contro i pompeiani superstiti, a cui si era unito il re di Numidia Giuba; tornato a Roma celebrò un quadruplice trionfo e organizzò il suo potere. Fu nominato dittatore a vita, ebbe il titolo di imperator trasmissibile agli eredi, la potestà tribunizia, che rendeva la sua persona sacra e inviolabile, il pontificato massimo, l'approvazione anticipata di quanto decidesse; in pratica si può dire che ebbe un potere monarchico, anche se nel 44, quando Antonio, davanti alla folla riunita, gli offrì per ben tre volte il diadema di re, lo rifiutò. Fu assassinato alle idi di marzo del 44 in nome della libertà e della restaurazione repubblicana. Anche se il suo periodo di governo era stato breve, molte furono le iniziative di Cesare, tra cui la concessione della cittadinanza romana a molti illustri personaggi, soprattutto della Gallia Cisalpina; l'immissione in senato di cittadini di varie province; la fondazione di colonie di veterani; l’estensione delle leggi di Roma a tutti i municipi; la riforma del calendario, che passò dal sistema lunare a quello solare. Inoltre fu un eccellente scrittore e storico, come ci mostrano i suoi scritti sulle campagne galliche (De bello gallico) e sulla guerra civile (De bello civili).

lunedì 22 giugno 2020

Annibale


Annibale

Annibale, nato nel 247 a.C., era figlio di Amilcare Barca, appartente ad una famiglia che guidò a lungo la politica di Cartagine. Abile generale riuscì, nella seconda guerra punica, a ridurre Roma sull'orlo della disfatta: le sue vittorie inflissero ai Romani gravissime perdite e indussero molti Italici a defezionare da Roma. Quando partì la controffensiva romana guidata da Scipione, Annibale tornò in Africa. Alla vigilia di Zama, temendo una sconfitta, tentò di accordarsi con i Romani, per evitare dure condizioni di pace, ma Scipione rifiutò. Dopo la dura sconfitta, tra il 197 e 195 a.C., come magistrato supremo di Catagine, ne promosse la ripresa economica e minò il potere oligarchico con riforme costituzionali. Per questo i suoi nemici politici informarono Roma che stava complottando con Antioco III di Siria; quando Roma inviò in Africa una commissione di inchiesta, Annibale fuggì presso Antioco. Prese parte alla guerra tra questi e Roma, ma al termine del conflitto (188 a.C.) i Romani vincitori pretesero la consegna di Annibale. Egli fuggì presso Prusia, re di Bitinia, che, in guerra con Pergamo, gli affidò il comando del proprio esercito. Quando Roma mediò la pace tra i due regni, volle in cambio la consegna di Annibale. Questi, ormai spacciato, preferì togliersi la vita, piuttosto che cadere nelle mani dei suoi vecchi nemici: era il 183 a.C.

domenica 21 giugno 2020

cronologia romana dal 348 ac al 31 ac


348 a.C.: trattato Roma-Cartagine: i Romani esclusi dai commerci nel Mediterraneo occidentale, i Cartaginesi garantiscono le città latine soggette a Roma da attacchi dal mare
343 - 341 a.C.: Prima Guerra Sannitica, conclusasi con una pace di compromesso
340 - 338 a.C.: Guerra Latina tra Roma e i Latini, sconfitti nella battaglia di Sinuessa; Roma scioglie la Lega Latina; alleanze bilaterali con le varie città
326 - 304 a.C.: Seconda Guerra Sannitica
321 a.C.: capitolazione dell'esercito romano alle Forche Caudine
310 a.C.: Quinto Fabio Rulliano sconfigge gli Etruschi al lago Vadimone
306 a.C.: trattato Roma-Cartagine: conferma delle sfere di influenza stabilite nel 348 a.C.
305 a.C.: presa di Boviano, capitale sannita; si stipula la pace
304 a.C.: edilità di Gneo Flavio; pubblicazione della norma di procedura giudiziaria
303 a.C.: si deducono colonie latine in Italia centrale; trattato tra Roma e Taranto: impegno romano a non navigare nello Ionio
300 a.C.: la lex Ogulnia consente ai plebei l'accesso ai collegi dei pontefici e degli auguri
298 - 290 a.C.: Terza Guerra Sannitica: Roma affronta la coalizione di Sanniti, Galli, Lucani, Etruschi, Umbri
295 a.C.: vittoria dei Romani a Sentino su Sanniti e Galli; vittoria ad Arezzo su Sanniti ed Etruschi
290 a.C.: pace con i Sanniti: il territorio di Roma si estende nel centro Italia dal Tirreno all'Adriatico
283 a.C.: i Galli Boi e Senoni sconfitti al lago Vadimone; Roma egemone in Italia centrale
282 - 272 a.C.: guerra tra Roma e Taranto
280 a.C.: Pirro, re dell'Epiro, chiamato da Taranto per combattere Roma, la batte a Eraclea; con Pirro si alleano Sanniti, Bruzii e Lucani
279 a.C.: battaglia di Ascoli di Puglia, Pirro batte i Romani, subendo gravissime perdite
278 a.C.: Cartagine manda una flotta a Ostia per impedire a Roma di stipulare una pace separata con Pirro; rinnovo del trattato del 306
278 - 276 a.C.: Pirro sbarca in Sicilia e affronta i Cartaginesi; dopo i primi successi, è costretto a tornare in Italia
275 a.C.: a Maleventum (che mutò nome in Beneventum) i Romani sconfiggono Pirro
272 a.C.: presa di Taranto; le città greche dell'Italia meridionale alleate di Roma
264 - 241 a.C.: Prima Guerra Punica
264 - 261 a.C.: Roma in Sicilia provoca lo scoppio della guerra; i Romani prendono la Sicilia orientale fino ad Agrigento (261)
260 a.C.: a Milazzo vittoria della flotta romana comandata da C. Duilio
256 a.C.: vittoria della flotta romana al promontorio di Ecnomo
255 a.C.: in Africa Attilio Regolo è sconfitto; la flotta romana vince a Capo Ermeo, ma è distrutta da una tempesta
250 - 249 a.C.: vittoria romana nella battaglia navale di Panormo; vittoria cartaginese nella battaglia navale di Drepano (249)
241 a.C.: il console Lutazio Catulo vince alle Egadi; pace con Cartagine, che lascia la Sicilia; riforma democratica dei Comizi Centuriati
238 - 237 a.C.: Roma conquista Sardegna e Corsica
237 a.C.: spedizione di Amilcare Barca in Spagna: ripresa economica di Cartagine
227 a.C.: creazione delle prime due province, Sicilia e Sardegna-Corsica
226 a.C.: trattato dell'Ebro tra Roma e Cartagine: riconoscimento delle sfere di influenza
225 - 222 a.C.: sottomissione di Galli Boi e Insubri; battaglie di Talamone e Casteggio; conquista di Mediolanum; fondazione delle colonie di Cremona e Piacenza
219 a.C.: sottomissione romana dell'Illiria, inizia l'ingerenza sul fronte orientale; Cartagine, con Annibale espugna Sagunto; i Romani dichiarano guerra ai Cartaginesi
218 - 201 a.C.: Seconda Guerra Punica
218 a.C.: Annibale  varca le Alpi, sorprendendo i Romani, e vince al Ticino e alla Trebbia
217 a.C.: battaglia presso il Trasimeno: Annibale vince il console C. Flaminio; in Spagna P. Scipione e Gn. Scipione vincono la flotta cartaginese alle foci dell'Ebro
216 a.C.: battaglia di Canne: i Romani subiscono una terribile sconfitta, cade anche il console Emilio Paolo; Capua, Sanniti, Lucani e Bruzii si alleano con Annibale
215 a.C.: in Spagna gli Scipioni prendono Sagunto; Annibale stipula un trattato di alleanza con Filippo V di Macedonia
213 - 211 a.C.: Annibale prende Taranto e marcia verso Roma; Roma prende Capua e Siracusa, alleata di Cartagine; in Spagna Asdrubale sconfigge e uccide i due Scipioni
212 - 205 a.C.: Prima Guerra Macedonica: bloccata l'offensiva di Filippo V in Illiria, i Romani si alleano con Etoli, Spartani e Messeni, impegnando Filippo in Grecia
210 - 206 a.C.: successi di P. Cornelio Scipione (l'Africano) in Spagna contro Asdubale
207 a.C.: Asdrubale, giunto in Italia per portare rinforzi ad Annibale è sconfitto al Metauro
205 a.C.: pace di Fenice: fine della guerra macedonica, ristabilito in Grecia lo status quo
204 a.C.: Scipione porta la guerra in Africa, si allea con Massinissa, re di Numidia, spodestato dai Cartaginesi
203 a.C.: Scipione vince ai Campi Magni; Annibale richiamato in Africa
202 a.C.: battaglia di Zama: Scipione sconfigge Annibale
201 a.C.: pace tra Roma e Cartagine, sottoposta a durissime condizioni
200 - 197 a.C.: Seconda Guerra Macedonica tra Roma, Rodi, Atene e Pergamo contro Filippo V e Antioco III di Siria
197 a.C.: T. Quinzio Flaminino vince a Cinoscefale, in Tessaglia; la Spagna romana è divisa in due province, Citeriore e Ulteriore
196 a.C.: T. Quinzio Flaminino ai giochi Istmici di Corinto proclama la libertà della Grecia. 
192 - 189 a.C.: guerra contro Antioco III di Siria, che, alleato con gli Etoli, sbarca in Grecia è sconfitto dai Romani alle Termopili (191) e a Magnesia (189)
188 a.C.: pace di Apamea: Roma impone ad Antioco di lasciare i possessi in Asia Minore
186 a.C.: il senato decreta la repressione dei Baccanali
180 a.C.: la lex Villia annalis regola l'accesso alle magistrature
171 - 168 a.C.: Terza Guerra Macedonica: Perseo, figlio di Filippo V, vuole restaurare l'egemonia macedone sulla Grecia; i Romani vincono a Pidna; la Macedonia è divisa in 4 distretti indipendenti; presa di provvedimenti contro la Lega achea e la Lega etolica
149 - 146 a.C.: Terza Guerra Punica
148 a.C.: la Macedonia provincia romana
147 - 139 a.C.: rivolta di Viriato, capo dei Lusitani, in Spagna
146 a.C.: Scipione Emiliano distrugge Cartagine; i territori cartaginesi diventano provincia d'Africa; distruzione di Corinto, scioglimento delle leghe greche; la Grecia, tranne Atene e poche eccezioni, è posta sotto il comando del governatore romano di Macedonia
143 - 133 a.C.: in Spagna lotte tra Romani e Celtiberi; con la presa di Numanzia (133) da parte di Scipione Emiliano i Celtiberi vengono assoggettati
135 - 132 a.C.: prima rivolta degli schiavi in Sicilia
133 a.C.: Tiberio Gracco tribuno della plebe
125 - 120 a.C.: conquista della Gallia meridionale
123 - 121 a.C.: tribunato di Caio Gracco.
111 - 105 a.C.: guerra contro Giugurta di Numidia; fino al 107 le operazioni sono affidate a Q. Cecilio Metello, poi a Mario, che conclude vittoriosamente la guerra
105 a.C.: ad Arausio i Romani sono sconfitti dai Cimbri
104 - 100 a.C.: seconda rivolta degli schiavi in Sicilia; consolato di Mario: estensione del reclutamento militare ai proletari; Mario appoggia le proposte popolari dei tribuni Saturnino e Glaucia; violenta reazione senatoria (100)
102 - 101 a.C.: Mario vince Cimbri e Teutoni ad Aquae Sestiae e ai Campi Raudi
90 - 88 a.C.: Guerra Sociale (dei socii, gli alleati): gli Italici si sollevano; dopo tre anni di guerra Roma è costretta a concedere loro la cittadinanza
88 - 85 a.C.: Prima Guerra Mitridatica tra Roma e Mitridate VI re del Ponto
88 a.C.: su istigazione di Mitridate in Asia Minore si massacrano gli italici, Mario tenta di ottenere il comando della guerra Mitridatica, affidato a Silla; egli marcia su Roma, costringendo Mario alla fuga
87 a.C.: Silla parte per l'Oriente; a Roma prende il potere Mario e la sua fazione; liste di proscrizione anti sillane
86 a.C.: morte di Mario; a Roma governo di Cinna; vittorie romane ad Atene, Cheronea, Orcomeno
84 a.C.: pace tra Roma e Mitridate
83 - 82 a.C.: Silla torna in Italia: guerra civile; battaglia di Porta Collina, i partigiani di Mario sono sconfitti
81 - 80 a.C.: dittatura di Silla: riforme oligarchiche e proscrizioni anti mariane
80 - 72 a.C.: rivolta di Sertorio in Spagna; nel 71, dopo l'assassinio di Sertorio, Pompeo riporta la Spagna sotto il controllo di Roma
74 - 63 a.C.: Guerra Mitridaica: fino al 66 a.C. le operazioni sono comandate da Lucullo
73 - 71 a.C.: rivolta di Spartaco
70 a.C.: consolato di Pompeo e Crasso: abolizione della costituzione sillana
67 a.C.: la lex Gabinia conferisce a Pompeo un comando straordinario per la guerra contro i pirati che infestavano il Mediterraneo
66 a.C.: lex Mamilia: si affida a Pompeo il comando della guerra contro Mitridate e si sostituisce Lucullo
66 - 63 a.C.: Pompeo riesce a battere rapidamente Mitridate; dà un nuovo assetto territoriale all'Oriente; presa di Gerusalemme
63 a.C.: congiura di Catilina, repressa dal console M. Tullio Cicerone
60 a.C.: il cosiddetto primo triumvirato tra Cesare, Pompeo e Crasso
59 a.C.: consolato di Cesare
58 - 50 a.C.: Cesare conquista la Gallia, che diventa provincia romana
56 a.C.: convegno dei triumviri a Lucca e rinnovo degli accordi
53 a.C.: battaglia di Carre contro i Parti e morte di Crasso (perse le aquile delle legioni)
52 a.C.: in via straordinaria Pompeo è nominato console senza collega
49 a.C.: Cesare passa il Rubicone e marcia su Roma; Pompeo passa in Oriente
48 a.C.: vittoria di Cesare a Farsalo; Pompeo fugge in Egitto ed è ucciso da Tolomeo XII; Cesare nominato dittatore
48 - 47 a.C.: guerra Alessandrina: Cesare pone Cleopatra sul trono d'Egitto; sconfitta di Farnace re del Ponto
46 a.C.: i pompeiani sono sconfitti a Tapso; suicidio di Catone l'Uticense
45 a.C.: i pompeiani sono sconfitti a Munda; morte di Gn. Pompeo, figlio di Pompeo Magno; Cesare dittatore a vita
44 a.C.: alle idi di marzo Cesare viene assassinato in nome della libertà
43 a.C.: guerra di Modena; secondo triumvirato fra Ottaviano (nipote e erede di Cesare), M. Antonio e Lepido (istituito come magistratura ad rem publicam restituendam da una lex Titia); uccisione di Cicerone
42 a.C.: battaglia di Filippi contro i cesaricidi: morte di Bruto e Cassio
41 - 40 a.C.: guerra di Perugia; accordo di Brindisi tra Ottaviano e Antonio
39 a.C.: accordo del Miseno: i triumviri riconoscono la posizione di Sesto Pompeo che ha il governo di Corsica, Sardegna e Sicilia
37 a.C.: accordo di Taranto, rinnovo del triumvirato
36 a.C.: Agrippa, braccio destro di Ottaviano, sconfigge Sesto Pompeo a Nauloco
36 - 34 a.C.: Antonio occupa l'Armenia e assegna ai figli di Cleopatra i regni di Armenia, Siria e Cirenaica
32 a.C.: rottura tra Ottaviano e Antonio: Ottaviano, dopo il giuramento di fedeltà da tutta l'Italia, dichiara guerra a Cleopatra
31 a.C.: battaglia di Azio, vittoria di Ottaviano

sabato 20 giugno 2020

Tiberio e Gaio Gracco


Tiberio e Gaio Gracco

Tiberio, nato nel 162 a.C., e Gaio Gracco, nato nel 154, imparentati con il grande Scipione Africano, furono i protagonisti politici di un difficile periodo della storia romana. Tiberio divenne tribuno della plebe nel 133 a.C. e si assunse il compito, d'accordo con importanti senatori (tra cui suo suocero Appio Claudio) di presentare una legge agraria che regolasse l'uso della terra pubblica. La sua proposta indicava in 125 ettari il massimo di terra pubblica che un privato potesse occupare, con la possibilità di arrivare fino 250 in base al numero dei figli per famiglia. Il terreno eccedente doveva venire diviso in lotti inalienabili di 7,5 ettari, da distribuire ai cittadini proletari. Chi subiva un'espropriazione di terra pubblica, veniva compensato con la proprietà su quella che gli rimaneva. Si stabiliva inoltre la costituzione di una commissione agraria che giudicasse sui casi controversi. Lo scopo di questa legge era di arrestare l'avanzata del latifondo e di ricostituire quella classe di piccoli e medi proprietari terrieri, che era alla base del reclutamento dell'esercito. Quando l'opposizione oligarchica tentò di fermare Tiberio, egli rispose con azioni dal carattere eversivo, che gli avrebbero fatto perdere l'appoggio di quei senatori che all'inizio erano con lui. Contro il veto posto dal suo collega tribuno, oppose una tesi politica estranea al pensiero politico romano, assimilabile piuttosto al pensiero greco, il principio della sovranità popolare, facendo così destituire il collega. Sostenne, di fronte ai comizi tributi, che questi dovevano decidere dell'organizzazione del regno di Pergamo, lasciato in eredità ai Romani e non, come era consuetudine per le faccende di politica estera, il senato. La reazione degli oppositori fu estrema: un gruppo di senatori, guidati dal cugino di Tiberio, Scipione Nasica, lo aggredì sul Campidoglio e l'uccise. Gaio fu eletto tribuno nel 123 a.C., deciso a continuare i programmi politici di Tiberio. Il suo programma era più organico, cercando l'appoggio di quelle forze potenzialmente ostili all'oligarchia, come Italici, plebei, cavalieri. Con una legge frumentaria propose la distribuzione di grano a prezzo ridotto per la plebe; con altre leggi assegnò il tribunale che giudicava il peculato nelle province a giudici dell'ordine equestre (lo stesso ordine cui appartenevano i publicani, coloro che avevano dallo stato gli appalti per la riscossione delle tasse nelle province) e concesse a buone condizioni l'appalto per la riscossione delle tasse nella provincia d'Asia ai publicani. Gaio stabilì che l'equipaggiamento dei soldati fosse a carico dello stato e lanciò una campagna di deduzione di colonie, non solo in Italia. Rieletto tribuno per il 122, propose di dare la cittadinanza romana a quanti avevano il diritto latino, e il diritto latino agli italici; di sorteggiare l'ordine di votazione delle centurie dei comizi centuriati, così che non fosse subito palese l'orientamento delle prime centurie e si vanificasse la votazione delle ultime. Il senato, nel 121, lo nominò nemico pubblico: assediato sull'Aventino, Gaio si fece uccidere da uno schiavo.

venerdì 19 giugno 2020

La nascita della flotta romana


La nascita della flotta romana

"I Cartaginesi avevano assalito (i Romani) nello Stretto (di Messina) e una nave coperta, spintasi troppo avanti nella foga del combattimento, si era arenata ed era caduta in mano ai Romani; di questa essi si servirono come modello per la costruzione di tutta la flotta".

Polibio, I, 20, 9-10, II sec. a.C.

giovedì 18 giugno 2020

Dopo la battaglia di Canne


Dopo la battaglia di Canne

"Mentre tutti, strettisi intorno al vincitore (Annibale) si congratulavano e gli consigliavano [...] di spendere il resto del giorno e la notte seguente nel dare riposo a sé e ai soldati [...] Maarbale, comandante della cavalleria [...] disse: «No, devi sapere quali risultati hai ottenuto con questa battaglia: entro cinque giorni banchetterai vincitore sul Campidoglio! Seguimi; io ti precederò con la cavalleria in modo che arrivino prima a Roma i Cartaginesi che la notizia del loro arrivo». Ad Annibale la proposta sembrò [...] troppo audace per poterla realizzare subito. Perciò dice a Maarbale che [...] occorre tempo per studiare il piano. E Maarbale: «È ben vero che gli dei non concedono tutte le doti ad una stessa persona. Tu, Annibale, sai vincere, ma non sai usare la vittoria». Si ritiene che l'indugio di quel giorno abbia significato la salvezza di Roma e del suo impero”.

Livio, XXII, 51, I sec. a.C.- I sec. d.C.

mercoledì 17 giugno 2020

La distruzione di Corinto


La distruzione di Corinto

"Come se questa epoca non avesse avuto altro fine che la distruzione di città, alla rovina di Cartagine seguì immediatamente quella di Corinto [...], gloria della Grecia, posta tra due mari, lo Ionio e l'Egeo, come su una scena. Questa città -indegno misfatto- fu annientata prima ancora di essere inclusa con certezza tra i nemici di Roma [...]. Prima fu saccheggiata e poi, ad un segnale dato dalle trombe, fu distrutta. Quante statue, quante vesti, quanti quadri vennero rapinati o andarono bruciati o dispersi!”

Floro, Epitome, I, 32, I-II sec. d.C.