lunedì 10 febbraio 2020

Eneide Libro I

ENEIDE 
Poema epico di Publio Virgilio Marone (70-19 a. C.) diviso in dodici libri, iniziato nel 29 a. C. e lasciato incompiuto. i primi sei libri trattano le peregrinazioni di Enea da Troia verso l’italia; gli ultimi sei trattano la conquista del Lazio da parte di Enea.  

ENEIDE LIBRO I 
Enea con i suoi compagni aveva abbandonato Troia in fiamme per dirigersi con le navi verso occidente. Erravano da sette anni per i mari, avversati dall’ira di Giunone; la dea, che durante la guerra di Troia aveva aiutato i Greci, tentava ora di affondare le venti imbarcazioni del troiano affinché non approdasse in Italia e non riuscisse a pone le radici di quella civiltà che ella voleva solo per Cartagine. 
Dopo questo lasso di tempo Enea sbarcò in Sicilia e da lì stava per dirigersi verso il Lazio, quando Giunone fece intervenire Eolo, re dei venti, affinché suscitasse una terribile tempesta. Enea e i suoi si salvarono a stento grazie al soccorso di Nettuno, che placò l’ira dei mari e permise loro di approdare sulle coste della Libia. Venere, madre dell’eroe, andò allora dal figlio per avvertirlo che si trovava presso i Fenici, vicino alla città di Cartagine, dove regnava la regina Didone. Enea si recò allora nella città e chiese ospitalità alla regina che, per volere di Venere, si invaghì di lui.   

sabato 8 febbraio 2020

Quinario

Quinario 
moneta romana di argento dal valore di 5 assi, metà del denario che ne valeva 10. 
In epoca imperiale vi fu anche il quinario d’oro, che equivaleva a mezzo denario aureo.

Latino

Latino. 
Eroe eponimo dei Latini. La tradizione greca lo disse figlio di Circe e di Ulisse; la tradizione romana di Fauno e di Manca, ninfa di Minturno. Sempre secondo la leggenda latina, sarebbe stato re degli aborigeni del Lazio e avrebbe accolto Enea, offrendogli la figlia Lavinia in sposa, Ma la contrarietà della regina Amata, che voleva Lavinia sposa di Turno, un incidente di caccia occorso a Ascanio, e soprattutto il volere di Era ostile ad Enea, costrinsero Latino a dichiarare guerra ai Troiani; tuttavia il buon re si tenne in disparte e appena morì Turno concluse la pace. 
 Una leggenda dice che Latino sarebbe scomparso combattendo contro Mezenzio, re di Cere, e sarebbe divenuto il Giove Latino, venerato dalla Lega latina.

venerdì 7 febbraio 2020

Latini

Latini. 
 Popoli indoeuropei del gruppo italico, che abitavano il Lazio, in villaggi posti sulle alture e cinti da mura, per difendersi dai Sabini, popoli che scendevano dalla montagna. Di questi villaggi, i più forti assorbirono i più deboli e si formarono centri, quali Alba Longa, Tuscolo, Ariccia, Lanuvio, Tibur, Preneste, Gabi. Fidene, Ardea, Laurento e, fra gli ultimi, Roma. 
 Queste città avevano comuni istituzioni religiose e si radunavano sotto la supremazia di Alba Longa sul monte Albano, presso il santuario di Giove Laziale, dove in primavera si celebravano 1e feriae latinae; la lega delle città latine si mostrò dapprima ostile a Roma, che s’ingrandiva e diventava una pericolosa antagonista di Alba; però nel 493 ac. quando incombeva la minaccia dei Volsci e degli Equi, Roma e la lega strinsero una alleanza, che fu detta foedus Cassianurm Tuttavia i dopo la prima guerra sannitica, la lega latina si alleò, coi Campani contro Roma, ma fu vinta definitivamente, venne sciolta e Roma strinse patti separati con le singole città, alcune delle quali ottennero la cittadinanza romana, altre la cittadinanza senza il diritto di voto (CERITI), altre vennero considerate colonie latine; così pure colonie sul tipo di quelle latine vennero fon- date anche fuori del Lazio . 
 Dopo la guerra sociale le colonie latine ebbero la cittadinanza romana, insieme con le città della regione cispadana, mentre le città della Gallia Transpadana ebbero il diritto latino. Poi il diritto latino fu concesso alle province, fino all’editto di Caracalla in seguito al quale la cittadinanza romana fu concessa a quasi tutto l’impero e queste distinzioni scomparvero