martedì 16 giugno 2020

Un vigneto


Un vigneto

Attrezzatura occorrente per un vigneto di 100 iugeri:

"Un fattore, una fattoressa, dieci schiavi, un bovaro, un asinaio, un addetto al saliceto, un porcaro, [...] due buoi, due asini adibiti al traino, un asino adibito al mulino. Tre torchi forniti di accessori, botti sufficienti a contenere cinque vendemmie di complessivi 800 cullei (1 culleo=524 litri); 20 botti per le vinacce."

Catone, Agricoltura, III-II sec. a.C.

lunedì 15 giugno 2020

Il trattato tra Roma e Cartagine


Il trattato tra Roma e Cartagine

“A queste condizioni vi sarà amicizia tra i Romani con i loro alleati e i Cartaginesi con i loro alleati. Né i Romani né i loro alleati dovranno navigare oltre i promontorio detto Bello, a meno che non siano costretti da una tempesta o dall'inseguimento di nemici. Chi vi sia costretto, non faccia acquisti al mercato e non prenda più di quanto è indispensabile a rifornire la nave o a celebrare i sacrifici e si allontani entro 5 giorni. Uomini venuti a commerciare non devono concludere affari se non alla presenza di un araldo o un cancelliere; quanto viene venduto alla presenza di questi sia garantito al venditore pubblicamente, se la vendita avviene in Libia (Africa) o Sardegna. Se un Romano andrà nella parte della Sicilia in possesso ai Cartaginesi, sarà trattato a pari diritti con gli altri. I Cartaginesi, a loro volta non faranno torto alle popolazioni di Ardea, Anzio, Laurento, Circeo, Terracina, né di alcuna altra città dei Latini soggetta ai Romani. E se si impadronissero di qualcuna la restituiranno intatta ai Romani. Essi non potranno costruire alcuna fortezza nel territorio latino, e se mettessero piede nel paese in assetto da guerra, non potranno trascorrervi la notte”.

Polibio, III, 22, II sec. a.C.

domenica 14 giugno 2020

La gens Fabia


La gens Fabia

I Fabii e la guerra con Veio:
i primi anni della repubblica romana vedono il conflitto tra i nuovi ordinamenti della città e la vecchia organizzazione gentilizia, come è rispecchiato dalla vicenda della gens Fabia a proposito di Veio:

“La gens Fabia si presentò al senato. A nome di tutti parlò il console (Fabio Cesone):« [...] Riservate ai Fabii la guerra contro i Veienti [...]. Noi intendiamo condurre questa guerra come se riguardasse solo la nostra famiglia, a nostre spese; per questa guerra la repubblica non dovrà dare nessun contributo, né di uomini né di denaro”.

Livio, II, 48, I sec. a.C.- I sec. d.C.

La disfatta dei Fabii al Cremera

“I Fabii furono trucidati tutti fino all'ultimo [...]. Si dà per certo che ne morirono 306 e che ne rimase uno solo [...] destinato a perpetuare la stirpe dei Fabii”.

Livio, II, 50, 11

sabato 13 giugno 2020

La potenza etrusca


La potenza etrusca

“La potenza dei Tusci (Etruschi), prima del dominio di Roma, era assai estesa per terra e per mare. I nomi dati ai mari [...] che cingono l'Italia [...] ne costituiscono una prova [...], poiché le popolazioni italiche chiamano l'uno Tusco, dal nome comune di quel popolo, l'altro Adriatico, da Adria, colonia etrusca; i Greci li chiamano Tirreno e Adriatico”.

Livio, V, 33, 7, I sec. a.C.- I sec. d.C.

venerdì 12 giugno 2020

alcuni episodi legati ai Galli


I Galli attraversano le Alpi

“(I Galli) attraversarono [...] le Alpi; sconfitti in battaglia i Tusci presso il Ticino[...], vi fondarono una città che chiamarono Mediolanum (Milano)”.

Livio, V, 34, 9, I sec. a.C.- I sec. d.C.


La discesa dei Galli (Celti) in Italia

“Vuole la tradizione che questo popolo, attratto dalla dolcezza dei prodotti e soprattutto del vino, a quel tempo per loro un nuovo piacere, abbia attraversato le Alpi e si sia impadronito delle terre precedentemente abitate dagli Etruschi; e che il vino sia stato importato in Gallia da uno di Chiusi”.

Livio, V, 33, 2




personaggi e maschere del teatro romano

personaggi e maschere del teatro romano:

- servus:  lo schiavo è spesso raffigurato come l’abile tessitore di astuzie di ogni genere e la sua influenza nell’azione scenica è così preminente che alcune commedie sono indicate con il suo 
nome (Epidicus, Pseudolus, Stichus). Ci si può riferire ai servi  come Strobilo nell’Aulularia e Palestrione nel Miles, o a quello di Tranione nella Mostellaria;

- adulescens: è il “giovane”, sempre innamorato e sempre afflitto da problemi di ogni tipo, in particolar  tipo di natura economica; frequentemente in contrasto con il padre, in alcuni casi rivali in amore, con l’aiuto del servo fedele ed ingegnoso riesce  ad avere la meglio. Tale stato si manifesta, in particolar modo, nella Càsina;

- senex: l’“anziano” , quasi sempre  il padre, tormentato di frequente da diversi problemi, l’avarizia, gli sperperi del figlio,  l'atteggiamento bisbetico della moglie, a vole con un  innamoramento tardivo. Nelle commedie plautine gli esempi particolarmente efficaci, sono l’Euclione dell’Aulularia; nella Càsina, il padre è in conflitto con il figlio per l’amore di una bella ragazza; nelle Bacchides, i genitori decidono di interrompere una relazione dei loro figli con due donne gemelle, però finiscono per rimanere sedotti dalla loro bellezza;

- matrona: è la “donna sposata”, moglie del senex e sua ovvia nemica in circostanze particolari, come quando si trova alle prese con le “scappatelle” del marito. Sotto questo aspetto, un po’ un’eccezione è la Cleostrata della Càsina;

- meretrix: la “meretrice” ha un ruolo molto importante negli intrecci plautini, dato che spesso costituisce la  “posta in gioco” di tutta l’azione. Giovani o meno sono comunemente alle prese con l’amore (all’inizio sempre impossibile) per una meretrix. Una figura del genere un po’ atipica è quella di Fronesio nel Truculentus, un’abile e maliziosa tessitrice di inganni;

- leno (femminile lena): è il “mezzano”, il “ruffiano”, generalmente uomo, ruolo sgradevole, il cui modello è il Ballione dello Pseudolus;

- parasitus: quella dello “scroccone”, del “parassita” è una figura abbastanza frequente; la sua voracità è giustificata dalla miseria in cui si trova, ma all’occasione sa essere fedele ed intelligente interprete delle necessità del suo padrone, come avviene nel Curculio.

giovedì 11 giugno 2020

cronologia antica fino al 390 ac


X - IX sec. a.C.: in Italia sviluppo delle culture del "ferro"
814 a.C.: secondo lo scrittore greco Timeo fondazione di Cartagine  da parte degli abitanti di Tiro
800 a.C.: fondazione di Capua
775 a.C. ca.: primi insediamenti euboici a Pitecussa (Ischia)
760 a.C.: i Calcidesi fondano Cuma; poi, dopo la metà del secolo, Zancle (Messina) e Reggio (Reggio Calabria)
21 aprile 753 a.C.:  fondazione di Roma da parte di Romolo, che regna per 37 anni
733 a.C.: i coloni di Corinto fondano Siracusa
730 a.C. ca.: in Etruria, Lazio e Campania si sviluppano le aristocrazie locali; fiorisce la civiltà etrusca
720 a.C.: fondazione delle colonie achee di Sibari e Crotone
716 - 673 a.C. : per la tradizione Numa Pompilio 2° re di Roma
708 a.C. : fondazione da parte di Sparta di Taranto
673 - 641 a.C.: Tullio Ostilio, 3°  re di Roma
654 - 653 a.C.: Cartagine fonda la colonia di Ibiza
641 - 616 a.C.: Anco Marzio, 4° re di Roma
640/630 - 580 a.C.: i principali abitati dell'Etruria meridionale e Roma si trasformano in città stato; gli Etruschi presenti in Campania: i testi ricordano una confederazione di 12 città stato, come per l'Etruria centrale
616 - 579 a.C.: inizi della monarchia etrusca a Roma: regno di Tarquinio Prisco, realizzazione di grandi opere pubbliche
600 a.C. ca.: vittoria navale dei Focesi di Massalia (Marsiglia) sui Cartaginesi, che volevano impedire la fondazione della colonia
579 - 534 a.C.: a Roma, regno di Servio Tullio, autore della riforma censuaria
550 a.C.: gli Etruschi si espandono nella Valle Padana, dove si era sviluppata la cultura villanoviana
535 a.C.: Cartaginesi e Etruschi, alleatisi, battono i Focesi ad Alalia (Aleria): scaturisce una divisione delle zone di influenza
534 - 509 a.C.: a Roma regno di Tarquinio il Superbo; si lavora al tempio di Giove Capitolino, la statua della divinità commissionata a Vulca di Veio
524 a.C.: Cuma, con il tiranno Aristodemo, batte gli Etruschi ad Aricia
510 a.C.: Crotone distrugge Sibari. Nello stesso periodo scontri tra Cartaginesi e Greci sia su suolo africano che siciliano
509 a.C.: a Roma fine della monarchia etrusca: nasce la repubblica
508 a.C.: per Polibio, data del I trattato fra Cartagine e Roma: si riconosce il reciproco diritto al commercio
499 o 496 a.C.: il console romano A. Postumio vince l'esercito della lega latina a Lago Regillo, presso Tuscolo
494 a.C.: prima secessione plebea sul monte Sacro e creazione dei tribuni della plebe
493 a.C.: Spurio Cassio stipula con i Latini il c.d. Foedus Cassianum.
480 a.C.: Siracusa sconfigge i Cartaginesi a Imera
477 a.C.: sconfitta romana al Cremera nella prima guerra contro Veio: muoiono 300 membri della gens Fabia.
474 a.C.: Siracusa batte gli Etruschi a Cuma: il tiranno Ierone I porta offerte al santuario di Olimpia
470 a.C. ca.: il territorio di Roma è diviso in 16 tribù rustiche e 4 urbane
451 - 450 a.C.: a Roma un collegio di decemviri redige le leggi delle 12 Tavole
449 - 448 a.C.: guerra di Roma contro Equi, Volsci, Sabini
445 a.C.: a Roma la legge Canuleia abolisce il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei
443 a.C.: Roma, istituzione della censura (magistratura incaricata del censimento del popolo romano)
426 a.C.: presa di Fidene e sua incorporazione nello stato romano
409 - 406 a.C.: i Cartaginesi si impadroniscono di gran parte della Sicilia
405 a.C.: Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa firma un trattato con i Cartaginesi, riconoscendo i possessi punici in Sicilia
406 - 396 a.C.: guerra di Roma contro Veio e conquista della città
390 a.C. ca.: battaglia sul fiume Allia e presa di Roma da parte dei Galli