giovedì 16 febbraio 2023

epistola 100 di papa Gelasio contro i Lupercali

 epistola 100 di papa Gelasio contro i Lupercali

L'epistola 100 di Papa Gelasio I, conosciuta anche come la Lettera ai Presuli d'Italia sull'abolizione dei Lupercali, è uno dei documenti più importanti nella storia della Chiesa cattolica e della cultura occidentale.


Scritta nel V secolo d.C., l'epistola è rivolta ai vescovi dell'Italia centrale e meridionale e cerca di porre fine alle celebrazioni dei Lupercali, un antico festival romano dedicato alla fertilità e alla prosperità.


Nell'epistola, Papa Gelasio descrive i dettagli delle celebrazioni dei Lupercali, che vedevano giovani uomini nudi che percorrevano le strade della città colpendo le donne con fruste fatte di pelle di capra, credendo che ciò avrebbe portato loro fertilità e protezione contro malattie e sfortuna.


Il Papa condanna le pratiche dei Lupercali come immoralità e sacrilegio, e afferma che esse sono incompatibili con la fede cristiana. Egli invita i vescovi a lavorare per sostituire queste celebrazioni con feste cristiane, come la festa di San Valentino, il cui messaggio di amore e di fede sarebbe più in linea con la dottrina della Chiesa.


La lettera di Papa Gelasio ha avuto un impatto duraturo sulla cultura occidentale. Le celebrazioni dei Lupercali sono gradualmente scomparse, sostituite da celebrazioni cristiane, e la festa di San Valentino è diventata una delle feste più importanti della Chiesa.


Inoltre, l'epistola di Papa Gelasio è stata importante per la definizione del ruolo della Chiesa nella società romana. Il Papa sottolinea l'autorità della Chiesa come guida morale, e la sua responsabilità di proteggere la fede cristiana dalle pratiche pagane. Questo ha stabilito un precedente importante per il ruolo della Chiesa nella storia europea, che avrebbe continuato a guidare e influenzare la cultura per i secoli a venire.


In sintesi, l'epistola 100 di Papa Gelasio contro i Lupercali è un documento importante nella storia della Chiesa e della cultura occidentale. Essa rappresenta un momento importante nella lotta della Chiesa contro le pratiche pagane e nella definizione del ruolo della Chiesa nella società.


mercoledì 15 febbraio 2023

alcuni rituali della Religione Romana

alcuni rituali della Religione Romana

La religione romana antica è stata praticata per molti secoli, e ha avuto molti rituali e pratiche che venivano seguiti per venerare gli dei. In molti casi, le pratiche religiose romane sono state influenzate dalle religioni dei popoli vicini, come i greci e gli etruschi. Tuttavia, molti di questi rituali e pratiche sono ancora oggetto di studio e di interesse per gli appassionati della cultura antica.


Ecco alcuni esempi di rituali della religione romana che sono tra i più ricercati su internet:


La cerimonia delle Vestali: Questo rituale era dedicato alla dea Vesta, protettrice del focolare e della casa. Si svolgeva ogni anno in giugno e le sacerdotesse della dea (le Vestali) facevano il giro del Tempio di Vesta, portando le fiamme sacre. Questo rituale era molto importante per la religione romana, perché si credeva che la dea Vesta proteggesse la città e la famiglia.


Il rito di purificazione con l'acqua: Questo rito era comune in molte culture antiche, ma anche nella religione romana. Consisteva nell'immergere il corpo in una fonte d'acqua, in modo da purificarsi da ogni tipo di impurità. Questo rito era particolarmente importante prima di un evento sacro, come un matrimonio o una nascita.


La cerimonia dei Ludi: Questo rituale era dedicato a diversi dei romani, tra cui Giove e Marte. Si svolgeva ogni anno in settembre e prevedeva giochi, spettacoli e gare tra i giovani atleti. Questo rituale era molto importante per la religione romana, perché si credeva che gli dei sarebbero stati più propizi se la città fosse stata in grado di celebrare un evento così importante.


Il sacrificio animale: Questo rituale era comune in molte culture antiche, ma anche nella religione romana. Consisteva nel sacrificare un animale, generalmente una pecora o un toro, in onore di un dio specifico. Questo rito era molto importante perché si credeva che l'offerta del sangue dell'animale avrebbe placato l'ira degli dei e avrebbe portato loro favore.


La cerimonia della Parentalia: Questo rituale era dedicato ai defunti della famiglia. Si svolgeva ogni anno in febbraio e prevedeva l'offerta di cibi e bevande ai defunti. Questo rito era molto importante per la religione romana, perché si credeva che gli spiriti dei defunti avrebbero portato fortuna e protezione alla famiglia se venivano venerati correttamente.


15 febbraio del 44 aC Marco Antonio porge il diadema regale a Giulio Cesare

 Il 15 febbraio del 44 a.C., durante il rito della Lupercalia, una festività romana dedicata alla fertilità, Marco Antonio porse un diadema regale a Giulio Cesare in pubblico, suscitando malcontento tra i presenti, poiché il gesto era considerato un'aperta violazione della tradizione repubblicana romana. Questo episodio contribuì ad acuire le tensioni tra Cesare e il Senato romano, che vedeva il potere del dittatore sempre più consolidato e temeva per l'indipendenza della Repubblica.

martedì 14 febbraio 2023

Lupercalia 15 febbraio

 


I Lupercali erano una delle festività più antiche e popolari di Roma, risalenti all'epoca pre-romana. La festa era dedicata a Lupercus, il dio dei pastori e della fertilità, ed era associata alla celebrazione della primavera e alla protezione dei greggi.


La celebrazione avveniva il 15 febbraio.


La festività era caratterizzata da sacrifici di capre e cani, seguiti da una processione che attraversava le strade di Roma. Durante la processione, i partecipanti, conosciuti come Luperci, si battevano l'uno con l'altro con pelli di capra, simboleggiando la purificazione e la benedizione per la comunità. Inoltre, la festività includeva anche giochi di strada, come la corsa, in cui i giovani uomini correvano nelle strade della città per dimostrare la loro forza e il loro coraggio.


Oltre alle attività fisiche, i Lupercali erano anche un'occasione per celebrare la pace e l'abbondanza. La gente offriva sacrifici agli dei per augurare buona fortuna e benessere per l'anno a venire, e la festività era un momento di riunione per la comunità, durante il quale i cittadini potevano godere di cibo, musica e intrattenimento.


Nonostante il Cristianesimo fosse diventato la religione ufficiale dell'Impero Romano, i Lupercali sono stati mantenuti come parte della tradizione popolare per molti secoli. Oggi, la festa è ricordata come parte della storia e della cultura dell'antica Roma, e viene ancora celebrata in alcune parti del mondo come parte della tradizione culturale.


In conclusione, i Lupercali erano una festività importante nella cultura romana, associata alla protezione dei greggi, alla celebrazione della pace e dell'abbondanza, e alla benedizione per la comunità. Questa tradizione ha lasciato un'impronta duratura nella storia e nella cultura di Roma.


Il rituale romano della conclamatio

Il rituale romano della conclamatio


Il rituale romano della "conclamatio" era una pratica funeraria che si svolgeva nell'antica Roma. Essa consisteva nell'ultimo grido pronunciato dal familiare o dall'amico più stretto del defunto, che veniva emesso immediatamente dopo la sua morte. Questo grido serviva a confermare la morte del defunto e a rendere omaggio alla sua anima.


La parola "conclamatio" deriva dal verbo latino "conclamare", che significa "gridare insieme". Era una pratica riservata alle famiglie più nobili e importanti, e veniva eseguita esclusivamente dai parenti più stretti del defunto.


Il rituale della conclamatio era molto importante per i romani, perché il grido finale pronunciato dal familiare o dall'amico più stretto del defunto aveva il potere di confermare la morte del defunto e di invocare l'aiuto degli dei per la sua anima. Si credeva infatti che il grido potesse allontanare gli spiriti malvagi e proteggere l'anima del defunto durante il viaggio verso l'aldilà.


Il grido della conclamatio era un suono molto acuto e prolungato, che veniva emesso ad alta voce dal parente o dall'amico più vicino al defunto. Questo suono era accompagnato da gesti simbolici, come il tocco della mano sulla fronte del defunto, che simboleggiava il passaggio dell'anima attraverso il corpo del defunto.


Dopo la conclamatio, il corpo del defunto veniva preparato per la sepoltura o per la cremazione. La pratica della conclamatio è stata utilizzata anche in altre culture, come quella egizia e quella greca.


In conclusione, il rituale romano della conclamatio era un'importante pratica funeraria dell'antica Roma. Essa serviva a confermare la morte del defunto e a invocare l'aiuto degli dei per la sua anima durante il viaggio verso l'aldilà. Pur essendo una pratica riservata alle famiglie nobili e importanti, essa ha avuto un grande impatto sulla cultura romana e ha influenzato anche altre culture nel corso dei secoli.



domenica 12 febbraio 2023

Faunalia 13 febbraio

 Faunalia era una festa romana che si celebrava il 13 febbraio in onore di Fauno, il dio della natura, dei pascoli e dei boschi. Durante la festa, venivano offerte preghiere e sacrifici agli dei per garantire la prosperità dei raccolti e la salute del bestiame. La Faunalia era anche un'occasione per i contadini e i pastori per riunirsi e celebrare insieme.

mercoledì 8 febbraio 2023

Costantino imperatore

Costantino imperatore

da Zosimo, Storia nuova, Libro II,29:


Tornata la Romana signoria in mano del solo Costantino egli non più studiavasi celare quella malizia in retaggio avuta dalla natura, e tolto il freno alla cupidigia del suo animo tutto adoperatasi per gingnere all’assegni mento d’un assolato dispotismo. 

Ricorrea dunque ai paterni riti non tanto colla volontà di onorarli, quanto da necessità costretto, prestando fede agli indovini, se eranvene di esperti, siccome a coloro, i quali predetto aveangli il vero intorno alle sue felici imprese.

Calcato poscia il suolo di Roma, fattosi arrogantissimo, dalla stessa propria famiglia opinò dar principio alla empietà sua, morendo, senza riguardo veruno, il figlio Crispo, eletto cesare, in ordine al narrato, e cadutogli in sospetto di avere famigliaritadi colla matrigna Fausta; se non che a malincuore comportando sua madre Elena la uccisione del giovine, mostrandosene addoloratissima, quasi a consolarla riparò ad un male con altro peggiore, ordinato avendo lo scaldare oltre misura una stufa, e rinserratavi Fausta di là trassela morta. 

Rimordendogli poi de’ commessi delitti e della spregiata santità de’ giuramenti la coscienza presentatosi ai flamini addimandavane la espiazione. Rispostogli da costoro non avervene alcuna per lavare così turpi nefandigie. 

un Egizio di nome ed originario della Spagna, trasferitosi a Roma e stretta colle palatine donnicciole amicizia, per mezzo di esse ottenne licenza di presentarsi all’imperatore, e seco lui ragionando chiarirlo come la religione de’ cristiani avesse facoltà di cancellare qualunque misfatto, promettendo ai colpevoli che abbracciandola ne verrebbon tosto assoluti. 

Costantino, uditone piacevolmente il discorso, ponendo in non cale i paterni riti, e gustate le speranze offertegli da Egizio, diede principio alla sua empietà coll’avere in sospetto la divinazione.