mercoledì 2 luglio 2014

Egitto: Beni archeologici, scoperta citta' romana nel delta del Nilo

(Aki) - I resti di una citta' di epoca romana sono stati ritrovati nella provincia egiziana di Buhayra, nel nord ovest del delta del Nilo, a 135 chilometri dal Cairo. Lo ha annunciato il ministro egiziano dei Beni archeologici, Mamdouh al-Damati, spiegando che la scoperta e' stata fatta "durante un'operazione di rilevamento effettuata da un team congiunto del ministero e del Centro archeologico italo-egiziano in collaborazione con le universita' di Padova e Siena". "Questa - ha detto Damati - e' una scoperta di importanza storica, soprattutto perche' rivela molti dettagli sulla vita quotidiana in quell'epoca e sulle caratteristiche architettoniche di queste citta' pianificate secondo il modello ellenistico-romano".

Dai rilevamenti, che sono stati effettuati "con le piu' moderne tecniche di indagine geofisica, topografica e magnetica, e' emersa la presenza di numerosi impianti che circondano un grande edificio rettangolare, utilizzato a scopo amministrativo oppure religioso". La parte piu' antica dell'insediamento "risale agli inizi dell'epoca ellenistica", mentre la parte piu' recente "alla fine dell'epoca ellenistica e agli inizi di quella romana" in Egitto, ha detto il ministro. Dal canto suo, l'archeologo Muhammad Kenawi, che fa parte del team egiziano, ha affermato che "la fondazione della citta' risale probabilmente all'epoca delle ultime dinastie faraoniche, ma questa ipotesi necessita di ulteriore studio".

martedì 1 luglio 2014

Eine Reise in die Antike auf den Straßen der Römer




Il torchio romano di Piesport è uno dei più antichi torchi sulla Mosella.
Ogni ottobre, durante il festival del vino romano le uve vengono pigiate dopo il modello romano.
Schiavi romani calpestano le uve, al fine di estrarre il mosto d'uva:
Per s estrarre altro mosto, il mosto viene travasato in torchio.
Blocchi di legno per rafforzare il torchio.
Un enorme trave di legno esercitata una grande pressione mediante un contrappeso.
Il mosto viene raccolto in una vasca di raccolta, viene aggiunto, secondo l'usanza romana del vino vecchio, e viene trasportato per stoccaggio e la fermentazione.
Il vino viene trasportato su un nave prefettura o alla corte imperiale di Treviri.


sabato 7 giugno 2014

Archeologia, scoperte a Tor Vergata terme con stucchi dipinti

 articolo completo al seguente link:

Archeologia, scoperte a Tor Vergata terme con stucchi dipinti - Il Messaggero:

(...)

La scoperta di questo complesso termale è solo l'ultimo di una serie di ritrovamenti avvenuti di recente nella Capitale, a partire da quelli della ''parte segreta di Ostia Antica'' che ha rivelato come il porto di Roma antica fosse esteso il doppio di Pompei. Quanto alle terme venute alla luce nell'area di Tor Vergata, «nel futuro immaginiamo di rendere fruibile al territorio questa scoperta»,

(...)

mercoledì 21 maggio 2014

il "Relitto delle tegole", una nave Romana trovata nei pressi di Terracina




Immagini del relitto di una nave oneraria romana risalente al I° secolo avanti cristo che trasportava embrici e coppi romani.
I resti della nave e del suo carico giaccciono nei fondali prospicenti Terracina (Latina), ad una profondita' di circa 24 m.
Ma... Le tegole stanno scomparendo. Una dopo l'altra. Il carico non è più lo stesso di quello scoperto nell'ottobre 1997 da due amanti dell'archeologia subacquea. I 4 mila elementi (tra tegole e coppi) sistemati su una superficie di 15 metri x10 si sono ridotti notevolmente di numero. La nave, adagiata su di un fondale di 30 metri ad un miglio e mezzo dalla costa, è stata in gran parte spogliata. E pensare che era proprio questa la sua particolarità! Mai, nel fondo del mare, era stata ritrovata una nave con un carico intatto. Gli studi che erano stati avviati dalla Sovrintendenza nel luglio del 1998 avrebbero potuto dare delle utili indicazioni sul sistema di navigazione e di commercio nell'antichità romana. L'imbarcazione, una specie di chiatta viste le misure dello scafo (20 metrix10), era naufragata in uno dei suoi viaggi sottocosta, effettuati per trasportare materiale da costruzione. Lo scafo era rimasto interrato, le paratie distrutte. Il materiale era disposto su tre piani di carico. In totale 6 ordini di file. Per due millenni tutto era rimasto impilato perfettamente come all'origine. Da qui una situazione di studio più unica che rara. Ma non finiva qui l'importanza scientifica del ritrovamento effettuato da Sami Zammar e Antonio Cervelloni dell'Archeosub pontino. Una delle tegole (cm 60x47) presentava il marchio di fabbrica con il nome del proprietario dell'officina, tale Marcus Arrius già attestato una volta sul tratto di litorale di Terracina. Le fabbriche di questo materiale edile erano comuni, dato che la realizzazione avveniva in proprio all'interno delle domus rustiche. Si trattava dell'identico materiale usato per la villa di Tiberio a Sperlonga. L'artigiano era lo stesso. Si voleva fare del cosiddetto «relitto delle tegole» un museo sottomarino con tanto di guida. Sarebbe stato una novità in assoluto in Italia. Ora però, se non interverranno vincoli ed interdizioni, il museo qualcuno se lo farà a casa propria.